A Porta Venezia e a Brera, fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, l'alta borghesia milanese costruì palazzi signorili organizzati intorno a una corte, con facciate eclettico-Liberty ricche di decorazioni. Fu in quegli stessi anni che gli ascensori entrarono negli edifici di Milano: la Stigler, fondata nel 1859 dall'ingegnere Augusto Stigler, fu la prima azienda italiana a costruirli, e cabine dell'epoca - in legno e ferro battuto, con porte manuali - sono ancora oggi in funzione in corso Venezia, via Dante, via Manzoni e nella zona di Porta Romana.
Quelle cabine, però, erano pensate per far salire le persone, non per far passare un armadio smontato in colli grandi o un divano a pezzo unico: restano strette, spesso quadrate, con porte a battente manuale. Accanto ai palazzi signorili, in quartieri come l'Isola storica e Paolo Sarpi, si trovano ancora le case di ringhiera: edifici nati come adattamento delle corti rurali del contado milanese, con alloggi piccoli affacciati su ballatoi stretti che corrono lungo il cortile, collegati da una o due scale comuni. In entrambi i casi il vano scala non è pensato per un trasloco, ed è lì che l'autoscala prende il posto dell'ascensore, caricando dal balcone o dalla finestra invece che dalle scale.