Forno Canavese, il paese che ha dato nome ai forni da calce
Circa 3.100 abitanti su 16,5 km² ai piedi delle prime alture del Canavese: il nome del paese non è un caso, deriva dalle numerose fornaci da calce che un tempo vi si trovavano, ricordate ancora oggi nello stemma comunale. Fino al 1926 il paese si chiamava "Forno di Rivara"; solo dopo ha preso il nome attuale, Forno Canavese, che lo distingue dal vicino comune di Rivara.
Il territorio comunale è tutto fuorché piatto: si sale dai circa 380 metri del fondovalle fino quasi ai 1.960 metri delle creste che chiudono la valle, con il torrente Viana che attraversa il paese. Il capoluogo, dove vive la maggior parte della popolazione, resta però un nucleo compatto e raccolto attorno alla chiesa parrocchiale dell'Assunta, al santuario dei Milani e alla cappella di San Bernardo, che porta la data 1497. Il comune confina con Corio, Levone, Pratiglione, Rivara e Rocca Canavese.
Chi cammina per il centro nota subito un'altra traccia del passato: il Mulino di Val, un mulino di tipo olandese oggi punto panoramico sul paese, testimonianza di quando l'energia dell'acqua muoveva le macine, prima ancora delle officine. Oltre il capoluogo, il territorio comunale sale fino ai boschi e ai pascoli di alta quota, verso le creste che segnano il confine con la Val Malone: una parte di Forno Canavese vive quindi anche una stagionalità di montagna. Per un trasloco, però, quello che conta resta il paese: le richieste arrivano quasi sempre dal capoluogo o dalle sue immediate vicinanze.
Da secoli l'economia locale corre su due binari: l'estrazione e la lavorazione della pietra, che ha lasciato il nome al paese, e oggi soprattutto la metalmeccanica. Forno Canavese è conosciuta nel basso Canavese per le sue officine specializzate nello stampaggio a caldo delle lamiere: piccoli e medi laboratori artigiani sparsi fra il capoluogo e le zone produttive lungo la provinciale, spesso a conduzione familiare, che convivono con le case del centro storico. Due mondi diversi, uno di fronte all'altro, ed è per questo che i traslochi qui non si assomigliano mai: la casa in centro e l'ufficio annesso a un'officina hanno esigenze di accesso opposte.
Il paese conserva anche una pagina della Resistenza: nel dicembre 1943 i partigiani si scontrarono con i nazifascisti sul Monte Soglio, sopra il paese, un episodio che Forno Canavese ricorda ancora oggi e che fa parte della memoria condivisa di tutto il basso Canavese.